di GIAN ANTONIO STELLA E SERGIO RIZZO* “Tornate a bordo, cazzo!”. Questo viene voglia di urlare, a tutti quelli che sembrano aver abbandonato il Mezzogiorno al suo destino. Ditelo: ci avete rinunciato al Sud? Avete deciso che non vale la pena salvarlo? Avete immaginato che tanto vale lasciarlo andare alla deriva verso un futuro sempre più violento, marginale,
Autore: Maria Franco
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Bergamotto: la polemica in versi
di NATINA PIZZI -Son nata nel bergamottonella calda terra calabrain Cina non sentironoquel mio primo vagitocrebbi in un bergamotto -
Il romanzo che non scriverò e il futuro della Calabria
di MARIA FRANCO- Mi è capitato più d’una volta, anche recentemente, di leggere un bel libro la cui ossatura è costituita dall’epistolario, talvolta ripreso com’è, talaltra rielaborato ma in ogni caso autentico, dell’avo/a/i dell’autore, spesso dell’autrice, in questione: memoria di famiglia, custodita in uno dei cassettoni di casa.
Un genere di romanzo che io (e non solo) non potrei mai scrivere.
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RECENSIONE: Altre Stelle Uruguayane di Stefano Marelli
di ANTONIO CALABRO’- Perdersi e ritrovarsi. Abbandonare il patinato mondo della falsa civiltà e cercare un senso profondo nella realtà di paesi lontani, dove ancora la natura fronteggia l’uomo resistendo, dove ancora la contaminazione culturale è solo una patina oleosa ed esotica. Dove il furore per la vita si spegne in contemplazioni di alligatori simpatici.
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Io, questo sciopero, non lo faccio. Tocca a voi uomini
di MARA RECHICHI – Il 25 novembre, è la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. L’ha detto l’ONU. E ha detto che il colore di quest’anno è l’arancione, ché tanto ancora c’è da lottare nelle diverse parti del mondo contro quel mostro. In Italia, per domani, è stato proclamato “Lo sciopero delle donne”, come azione forte per contrastare il femminicidio, un’azione civile che parte dal basso e cerca di scuotere la politica e -
L’Etna, bellezza estrema di Reggio
di MARIA FRANCO – L’Etna è il mio orizzonte. Quando, quieta, è una montagna azzurra, appena una sfumatura diversa dall’azzurro del cielo e del mare. Quando è ricoperta di nuvole bianche, lievi come un velo da sposa o più dense come uno scialle elegante. Quando s’intravvede appena o bisogna indovinarla dietro lo scuro del maltempo. Nei periodi in cui le abito dirimpetto e me ne
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La Calabria e il cinema al tempo del muto
di GIOVANNI SCARFO’ – «Ero impiegato in una banca da due anni. Avevo compiuto i miei studi tecnici a Torino dopo essere vissuto in Calabria dove mio padre, ingegnere ferroviario, era stato temporaneamente trasferito…»
Sono parole di Roberto Omega, uno dei più grandi operatori di macchina da presa a manovella del cinema muto, cugino di Guido Gozzano di cui ammirava la “libertà creativa”. Vedendo i primi film di Lumiere capì che «le varie attitudini e interessi della mia vita avrebbero trovato nel cinematografo il loro sbocco…
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L’odore del fumo l’abbiamo sentito. E ora?
di MARIA FRANCO – Non sentite l’odore del fumo? è il bel titolo di un libro di Danilo Dolci.
Sabato 16 novembre, molte decine di migliaia di napoletani e di reggini hanno voluto mostrare che loro, l’odore del fumo lo sentono, eccome.