‘NDRANGHETA.Droga, armi, estorsione: 36 fermi tra Reggio e Roma

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  Dalle prime ore di oggi 15 dicembre 2015 nella provincia di Reggio Calabria ed in altre province è in corso una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria per l`esecuzione di 36 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto emessi dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria nonché di numerose perquisizioni. I reati contestati, tutti aggravati dal metodo mafioso, a seconda delle singole posizioni, sono associazione per delinquere di tipo mafioso, porto e detenzione di armi da guerra e comuni da sparo, ricettazione, rivelazione ed utilizzazione di segreti d`ufficio, favoreggiamento personale, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, estorsione, furto, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate, danneggiamento seguito da incendio.  Sono tuttora in corso numerose perquisizioni e sequestri di beni nei comuni di Roma, Tivoli, Guidonia Montecelio, Castelnuovo di Porto, Africo Nuovo (RC) e Bovalino (RC). Per gli indagati destinatari delle misure cautelari, tutti di nazionalità italiana, l`accusa è di far parte, a vario titolo, di un`associazione per delinquere operante nella provincia di Roma, finalizzata allo spaccio di stupefacenti, provenienti dalla Calabria, con l`aggravante della disponibilità delle armi, dell`impiego di minorenni nell`attività di spaccio e di aver agevolato l`attività della ‘`Ndrangheta’ con articolazioni operanti in Calabria e nel Lazio per il controllo delle attività illecite sul territorio. A capo dell`associazione, un uomo di 34 anni, originario di San Luca (RC), ritenuto contiguo alla cosca della “`ndrangheta Nirta – Romeo – Giorgi”, a lui è stata anche contestata l`intestazione fittizia di attività commerciali. A riscontro del fatto che l`attività illecita venisse condotta per conto della `ndrangheta, nel corso delle indagini, svolte dai carabinieri della compagnia di Tivoli, sono stati recuperati i “pizzini”, manoscritti da un boss della `ndrangheta, attualmente detenuto in carcere. Nei messi c’erano – si spiega – delle “istruzioni” su come l`organizzazione dovesse muoversi nella gestione dei traffici illeciti. 

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