Anno: 2016

  • Violenza sulle donne, l’Ugl Calabria venerdì 21 ottobre sarà in piazza

    L’Ugl Calabria aderisce alla manifestazione nazionale del 21 ottobre contro la violenza sulle donne che avrà luogo a Reggo Calabria. Un evento che vuole supportare e stare a fianco di tutte le donne che quotidianamente in Italia subiscono violenza psicologica,  fisica, economica o atti persecutori (stalking), molestie e violenze sessuali.
    L’Ugl già in campo insieme all’Enas Ugl per la tutela dei diritti e della dignità dell’universo femminile con l’iniziativa “Causa del decesso: lasciata sola” rafforza il suo impegno sul territorio e sostiene la mobilitazione che venerdì vedrà sfilare in corteo rappresentanti del mondo istituzionale e dell’associazionismo per gridare no ad un fenomeno, purtroppo, bene radicato e che, a tutti i costi va estirpato.
    “E’ assolutamente necessario – precisa Ornella Cuzzupi, segretario regionale dell’Ugl Calabria – attuare una concreta azione di prevenzione: educazione fin dalla scuola dell’obbligo, informazione, campagne culturali, impegno della televisione pubblica e privata e dei media. Ed è proprio da questa nostra terra, la Calabria, che il 21 ottobre dovranno  partire i solleciti e le proposte verso il governo nazionale e le istituzioni tutte, affinché venga messo in atto quanto previsto dalle leggi e dalle convenzioni internazionali. Perché il femminicidio non è un problema soltanto calabrese ma lo è, purtroppo, per tutta l’Italia.
    Invito, quindi, tutti a partecipare numerosi ad un corteo di grande forza simbolica: una sfida importante che dobbiamo vincere non solo per le donne, ma per il rispetto e per la dignità del genere umano”.

    Ornella Cuzzupi

    Segretario Regionale UGL

  • LOCRI (RC). Sindaco: “sabato in piazza a difesa dell’ ospedale”

    “Il nostro territorio necessita di una struttura ospedaliera adeguata alle nostre esigenze. Da una delle piu’ rinomate strutture sanitarie della regione, il nostro ospedale e’ diventato ormai il fantasma di se stesso: un’involuzione drastica, veloce e pericolosa lo ha catapultato in una condizione drammatica”. E’ quanto afferma il sindaco di Locri Giovanni Calabrese in una lettera aperta a cittadini e sanitari in vista dell’iniziativa “Sanita’ Day” in programma sabato 22 ottobre. “Le condizioni poco dignitose della struttura – prosegue Calabrese – esprimono il nostro senso dell’abbandono, la rabbia, l’incredulita’ e soprattutto la consapevolezza che in una situazione simile non esistono ceti sociali o appartenenze politiche, perche’ il diritto alla salute non predilige questo o quel cittadino, il diritto alla salute appartiene ad ognuno di noi, esattamente come la liberta’ di esprimersi. Quindi come piu’ volte ho sottolineato senza mezzi termini alcune scelte politiche sbagliate, che accomunano indistintamente destra e sinistra, sono la principale causa di questa drammatica ed assurda situazione. L’obiettivo principale sembra essere la sua definitiva chiusura ed e’ in un contesto simile che deve farsi largo il nostro orgoglio di cittadini, il nostro coraggio di opporci ad una condizione che apparentemente sembra non poter cambiare”. “Ed e’ in un contesto di arrendevolezza – sostiene ancora Calabrese – che oggi noi dobbiamo dimostrare di voler continuare a lanciare il nostro grido di allarme e di dolore, nell’interesse vostro, nostro e di tutta la Locride, perche’ i vostri diritti e quelli dei cittadini non vengano ignorati, calpestati ma rispettati. Il drammatico ed assurdo percorso di smantellamento dell’Ospedale puo’ ancora essere interrotto, anche se ci rendiamo conto che non e’ e non sara’ semplice. Ma sara’ ancora piu’ complesso gestire il personale destinato prepensionamento o ad altra struttura dell’Asp come Reggio o Polistena. Immaginate quante difficolta’ saremo costretti ad affrontare quando per qualsiasi prestazione sanitaria saremo costretti a recarci a Reggio Calabria o Catanzaro, quanta sofferenza, quanto disagio e quanto rischio. Deve essere questa consapevolezza a guidarci in una lotta cosi’ difficile. Pensare al futuro ci spaventa, e’ vero, ed e’ proprio per questo motivo che dobbiamo spronare il guerriero che c’e’ ancora in noi, nonostante tutto. Vi invito, pertanto, ad avere il coraggio di esprimere il Vostro dissenso a tutto cio’. A farlo con forza e determinazione partecipando con convinzione al ‘Sanita’ Day’. Non sara’ una manifestazione politica, non sara’ una manifestazione partitica, non sara’ un evento per esprimere dissenso contro qualcuno, ma sara’ una grande pacifica e democratica manifestazione popolare per rivendicare il diritto ad avere prestazioni sanitarie adeguate e di qualita’ sul proprio territorio”.

  • ROSARNO. Migranti: protesta dei cittadini, occupata struttura

    Un gruppo di cittadini disoccupati e senza casa ha occupato, stamani, a Rosarno i moduli abitativi della Betom Medma, ex cementificio confiscato alla cosca Bellocco della ‘ndrangheta, destinati all’accoglienza di migranti. Nelle strutture, grazie ad un finanziamento con il Pon Sicurezza di circa due milioni di euro, era stata prevista la realizzazione di un centro di formazione lavoro con una foresteria di sessanta posti letto. I lavori di realizzazione delle case erano stati sospesi dopo un’interdittiva antimafia sull’impresa che li stava costruendo. Le strutture erano state successivamente saccheggiate. Il gruppo di persone che ha messo in atto l’occupazione chiede che lo Stato riservi la sua attenzione, prima che agli immigrati, ai cittadini italiani che vivono in stato di indigenza. Sul posto polizia e carabinieri stanno mediando con i manifestanti. Una delegazione degli occupanti verra’ ricevuta dal sindaco, Giuseppe Ida’, che si e’ gia’ messo in contatto con la Prefettura di Reggio Calabria.

  • Uccise vigile in Calabria, fermato a Genova armato di pistola

    Andava in giro per i vicoli di Genova con addosso una pistola Th. Kommer 6.35 con colpo e un coltello a scatto. Per questo ieri sera Salvatore Tafaria, 51 anni, originario di un paesino in provincia di Reggio Calabria, e’ stato arrestato dai poliziotti del commissariato Centro. L’uomo nel 1985 aveva sparato e ucciso un vigile urbano a Canolo (Reggio Calabria). Condannato in appello a 24 anni di reclusione, era uscito nel 2006 grazie all’indulto. Ieri sera, in vico Pepe, alla vista dei poliziotti ha provato allontanarsi insieme ad un’altra persona. E’ stato bloccato mentre tentava di disfarsi della pistola. Addosso aveva anche un coltello a scatto. Nessuna traccia dell’amico, spartito nei vicoli. Le perquisizioni svolte nell’auto, sulla moto e nell’abitazione dell’arrestato, nel quartiere Rivarolo, hanno permesso di rintracciare di sequestrare 2 manganelli telescopici, 20 munizioni nascoste in casa, di cui 17 dello stesso calibro della pistola. In particolare, a 3 delle 17 cartucce era stata forata l’ogiva in modo da accrescerne il potenziale offensivo al momento dell’impatto. Oltre al fermo per i reati di alterazione della matricola e ricettazione, l’uomo e’ stato denunciato per i reati di detenzione e porto abusivo di armi e porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. Le indagini dei poliziotti proseguono per cercare di scoprire per quale motivo l’uomo girasse armato.

  • CONSIGLIO REGIONALE. Corte Costituzionale boccia richiesta scioglimento della Dc di Rotondi

    CONSIGLIO REGIONALE. Corte Costituzionale boccia richiesta scioglimento della Dc di Rotondi

    Si allontana l’ipotesi di scioglimento anticipato del Consiglio regionale che veniva prospettata, spesso strumentalmente, sia dall’opposizione che dalla maggioranza non allineata con il governatore.

    La cronaca giudiziaria segnala infatti che la Corte Costituzionale ha respinto il ricorso spinto dalla Dc di Rotondi che voleva le elezioni anticipate in Calabria, in quanto il Consiglio regionale in carica sarebbe stato eletto con una legge approvata da un’Assemblea in regime di prorogatio. Come si ricorderà l’attuale legge elettorale fu approvata, su input del governo nazionale, dopo le dimissioni del governatore Scopelliti che era stato condannato nell’ambito del processo Fallara.

    Questa mattina, relatore Giuliano Amato, i giudici della Consulta hanno dichiarato inammissibile il ricorso “per carenza di interesse” presentato dalla Democrazia Cristiana.

    E’ entrato nel vivo, invece, con l’esame del ricorso presentato dalla forzista Wanda Ferro, che reclama un posto in consiglio regionale – a scapito del verdiniano Ennio Morrone – essendo stata la migliore perdente tra i candidati alla presidenza della Regione. Il Tar, alla quale Ferro si era rivolta, contestando l’approvazione della legge elettorale con un Consiglio operante in regime di prorogatio, ha ritenuto la materia di competenza della Corte costituzionale e aveva inviato gli atti alla Consulta. C’e’ un precedente, a questo proposito, e riguarda la Regione Abruzzo: la Consulta ha sancito che in regime di prorogatio non si possono adottare norme che non siano di “ordinaria amministrazione”. Allo stesso tempo, sempre i giudici costituzionali, hanno sancito che il varo di una nuova legge elettorale in prossimità delle elezioni non è certo cosa di “ordinaria amministrazione”. La sentenza dovrebbe arrivare tra circa un mese ma, a questo punto, pare assai improbabile che possa determinarsi uno scioglimento anticipato del Consiglio.

    Esulta, nel frattempo, il senatore Paolo Naccarato, di recente audito in Commissione “Riforme” di palazzo Campanella in vista di una rivisitazione della Statuto. “Malgrado gufi, rosiconi e vampiri, per decisione della Corte Costituzionale, cala il sipario su tutte le voci di scioglimento del consiglio regionale della Calabria – ha detto Naccarato – Resta da approfondire il comportamento di chi ha alimentato per mesi tale illusoria aspettativa e soprattutto per quali nobili motivi lo ha fatto. Per quel che capisco, nella peggiore delle ipotesi, la sentenza della Corte Costituzionale che sarà resa nota più o meno fra 40 giorni, potrà dichiarare una “incostituzionalità limitata” della legge elettorale approvata in regime di prorogatio del consiglio regionale, limitatamente all’attribuzione del seggio al candidato presidente miglior perdente”.

  • PALMI. E’ morto Peppino Parrello, decano dei giornalisti calabresi

    E’ morto, nella sua abitazione di Palmi, Giuseppe Parrello, detto “Peppino”, decano dei giornalisti calabresi. Parrello aveva 93 anni e nel corso del suo lungo percorso professionale aveva collaborato con varie testate tra cui “Il Messaggero”, “Il Mattino”, l’Agenzia ANSA e, per ultimo, il Quotidiano del Sud, giornale per il quale aveva continuato a scrivere fino a pochi giorni fa. Di Parrello scrisse, tra l’altro, in un suo libro, Giorgio Bocca dopo averlo incontrato nel suo studio di Palmi. Cordoglio per la scomparsa di Parrello e’ stato espresso dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della CALABRIA, Giuseppe Soluri, che ne ha sottolineato “le doti umane e professionali”.

  • REGGIO. Compie un anno la casa accoglienza Guido Reghellin per donne vittime di violenza

    ReP

    “Casa Padre Giudo Reghellin, il centro di accoglienza che accoglie donne in difficoltà  con figli minori, compie il prossimo 27 ottobre,il suo primo anno di attività.  L’ esperienza è nata  dalla collaborazione di due associazioni della nostra città: l’Associazione Zedakà e il Centro Comunitario Agape, non ha altro finanziamento se non l’aiuto concreto di tante persone che condividono le finalità del servizio e che hanno assicurato il loro sostegno economico, per provvedere alla coperture delle spese  e tante sono anche le volontarie che ogni giorno donano tempo e cuore alla casa. La forma di accoglienza è quella dell’autogestione che permette alle  ospiti di essere pienamente protagoniste delle scelte del quotidiano e le aiuta a crescere nell’assunzione di responsabilità, nella collaborazione e nella capacità di autodeterminarsi.  Quella di Casa Reghellin è solo una piccola risposta al problema complesso delle donne in difficoltà della nostra città, un “pronto soccorso per le emergenze”, come un tempo privilegiato in cui poter ripensare la loro vita, affinché il tempo della crisi possa trasformarsi in una preziosa opportunità per dare una svolta significativa al loro presente e al loro futuro. Fino ad oggi sono state accolte 17 donne e 5 minori. Le donne accolte hanno tutte alle spalle un vissuto doloroso, piagate e piegate dalla sofferenza, dalle umiliazioni, dalla povertà che spesso diventa indigenza, arrabbiate con la vita, nell’assenza di fiducia e, soprattutto, di speranza sulle possibilità del futuro. Sono donne ferite spesso dalla prepotenza e dalla violenza degli uomini che hanno avuto la sfortuna di incrociare sul loro cammino, e dall’indifferenza sociale. Tutte donne coraggiose che hanno provato a lottare, ma il coraggio quando ci si trova in condizioni di povertà e emarginazione sociale da solo non può bastare a portare in salvo una vita. Alcune storie: una madre con due bambini, di nazionalità straniera, abbandonata dal marito, dopo dieci anni di matrimonio, in un paesino ormai quasi disabitato della ionica, lasciata lì dall’oggi al domani, senza soldi; un’altra donna ancora attende il ritorno dell’unico figlio che all’età di ventiquattro anni è scomparso da casa senza dare più notizie a nessuno; altre donne hanno subito la violenza fisica e psicologica dei loro compagni di vita, seguita, spesso, dall’abbandono di familiari e amici quando hanno avuto il coraggio della denuncia. Tra queste una donna che è rimasta a Casa Reghellin meno di ventiquattro ore, il tempo necessario per organizzare la partenza per la sua città natale in un altro continente che ha lasciato un suo messaggio“Sono arrivata a Casa Reghellin con tutta la mia vita schiacciata dentro due valigie, le braccia livide  e l’anima grigia… Dopo anni spesi a sopravvivere in un matrimonio che ha spento la mia solarità e soffocato la mia creatività e professionalità… ero sola; urla, violenze e senso di impotenza e di non contare nulla mi avevano frantumato l’essere. Non ero più neanche l’ombra di me stessa. Mi lasciavo alle spalle la mia casa, i miei animali e il sogno di un matrimonio felice… tutta la mia vita. Alla fine anche chi mi aveva seguita negli ultimi due anni consigliandomi la scelta della separazione, non mi aveva sostenuta disorientandomi ulteriormente. Non mi sono sentita capita. Fino a quando non sono arrivata a Casa Reghellin: sono stata ricevuta con un sorriso, durante il primo colloquio finalmente mi sono sentita accolta e, soprattutto, compresa. Ero finalmente a casa! Mentre organizzavo la partenza ho avuto sempre accanto a me una volontaria che mi ha sostenuta nei momenti di incertezza e di sfiducia perché ero tanto sofferente da non riuscire a prendere semplici decisioni sul mio viaggio. Sono partita l’indomani alle cinque del mattino e lei si è alzata alle quattro per stare con me, abbiamo fatto colazione, chiacchiere sul futuro, un abbraccio sul portone di casa e poi, mentre ero già nel taxi, mi ha detto: segui dritta la tua strada! Oggi ringrazio Dio che mi ha fatto trovare delle brave persone così, nonostante tutto, posso guardare indietro e pensare con affetto alla mia vita in Italia!”A Casa Reghellin accompagnare vuol dire proprio fare un pezzetto di strada assieme, anche solo per poche ore,  si cerca di dare valore al quotidiano, consapevoli che solo questo atteggiamento ci permette di toccare la vita, di starci dentro senza scappare e di amarla nelle sue ombre e nelle sue luci. Si tenta  di trasferire a queste nostre amiche soprattutto uno sguardo più ampio sulla realtà della loro storia – che loro vedono sempre e solo in negativo come fallimento irreparabile – uno sguardo più attento che, se pur nella piena consapevolezza del limite, è capace di riconoscere fra i crepacci del presente il fiore che nasce. Si può  valutare in termini positivi l’esperienza fatta durante questo primo anno. Ovviamente non sono mancate le difficoltà legate in particolare alle fragilità strutturali di alcune ospiti, soprattutto nelle relazioni,  per cui il compito più complesso delle volontarie è sicuramente quello di sostenerle nell’individuare soluzioni per vivere, tra di loro, relazioni serene.  L’ambito di maggiore criticità che si è sperimentato è il dopo Casa Reghellin: quali opportunità vengono offerte concretamente a queste donne? L’impegno  di regalare al loro orizzonte la luce della speranza rischia così di diventare una chimera. Spesso i lavori a cui queste donne possono accedere non permettono loro di essere economicamente autonome e poter così sostenere un affitto di casa con le relative utenze domestiche e provvedere ai bisogni materiali dei loro figli. Le donne senza figli che sono state  accolte, hanno potuto trovare un posto di lavoro come badante a tempo pieno, risolvendo ad un tempo anche il problema abitativo. Ma quali possibilità concrete ha una donna con uno o più figli piccoli di riprogettare la sua vita? Bisogna ricordare  che sono madri sole non soltanto per la mancanza accanto a loro di un compagno di vita ma anche per la mancanza di supporto sociale: non hanno familiari che le possono sostenere e aiutare e spesso neanche altre presenze amicali significative. Tale mancanza di sostegno sociale incide notevolmente sulle possibilità lavorative. A chi queste donne dovrebbero lasciare i loro figli durante le ore di lavoro? L’analisi dei bisogni delle madri sole chiede la collaborazione fattiva tra associazioni di volontariato e istituzioni pubbliche che si impegnino insieme a trovare delle soluzioni. Tra i bisogni hanno priorità assoluta casa e lavoro. L’auspicio è quello di potere utilizzare i beni  immobili confiscati alla criminalità che potrebbero essere destinati ad abitazioni per queste madri sole con figli minori con canoni d’affitto agevolati. Ancora  nella possibilità di borse lavoro che, spezzando le catene di un mero assistenzialismo fine a se stesso, permettano a queste donne non solo di sperimentarsi nel mondo del lavoro ma anche di attuare percorsi formativi volti alla professionalizzazione e, quindi, alla promozione della loro persona.  Queste donne hanno diritto a un lavoro dignitoso, a cui venga corrisposto un onerario altrettanto dignitoso. Per poi poter andare concretamente a lavoro hanno, inoltre, bisogno anche di luoghi come ludoteche o centri pomeridiani  per minori dove poter lasciare i loro figli durante l’orario lavorativo e centri  che offrano loro anche il sostegno e l’aiuto necessari in caso di un’emergenza improvvisa come dover andare a prendere a scuola un bambino che lamenta il mal di pancia! Sappiamo che ci sono già alcuni di questi centri nel panorama dei servizi cittadini, ma sappiamo anche che l’offerta non è sufficiente a coprire la domanda. Solo rispondendo a questi bisogni si potrà permettere a queste donne di rimettersi fiduciosamente in cammino affinché venga restituita alla loro esistenza e a quella dei loro figli la misura di dignità che le è propria.”

    Giusy Zinnarello

  • REGGIO. L’Anassilaos aderisce alla manifestazione nazionale contro la violenza di genere

    L’Associazione Culturale Anassilaos, la Sezione Femminile “Emanuela Loi” dello stesso Sodalizio e l’Anassilaos Giovani aderiscono alla manifestazione nazionale contro la violenza di genere indetta dalla Regione Calabria e che si terrà a Reggio Calabria il prossimo 21 ottobre. Di fronte al ripetersi di vicende che vedono sempre più spesso le donne  al centro di efferati fatti di cronaca,  quasi fossero oggetti e non persone, occorre – si legge  in una comunicazione  dell’Associazione reggina – una più nuova consapevolezza della gravità del fenomeno e un rinnovato impegno della società italiana che coinvolga tutti. E’ evidente che si tratta di comportamenti, spesso frutto di atteggiamenti “maschilisti”, radicati talora all’interno della famiglia, che poi si estendono al mondo della scuola e alla società per combattere i quali occorre un radicale cambiamento di mentalità che deve investire  necessariamente la cultura nei suoi più diversi aspetti e l’associazionismo culturale quale elemento costitutivo di un determinato territorio. Nello stesso tempo – prosegue la nota di Anassilaos – bisogna richiamare al senso di  responsabilità i mass media (televisioni e giornali, quotidiani e periodici) e la  stessa pubblicità perché spesso offrono, soprattutto ai giovani, modelli comportamentali errati. Non è più tollerabile   lo strabismo di chi tuona contro  la violenza di genere e il cosiddetto “femminicidio” e tollera spesso, all’interno di programmi che hanno un vasto seguito popolare, allo scopo di conquistare  un po’ di audience in più, ammiccamenti o allusioni più o meno espliciti e volgari di carattere sessuale e pubblica, nel caso della carta stampata,  immagini o vignette  nelle quali la donna viene ridotta alla sua mera corporalità. Grande anche la responsabilità – a parere di Anassilaos – della pubblicità, sia negli spot video che in quelli cartacei,  nei quali troppo spesso la donna  appare come un oggetto da comprare e consumare  al pari del prodotto che si vuole reclamizzare. Un processo di  “reificazione” che può essere considerato uno dei presupposti  della violenza  di genere.

  • REGGIO. Il CIS promuove l’incontro “San Paolo: apostolo delle genti”

    Nel contesto del ciclo di incontri “I grandi personaggi della Bibbia e Storia della Chiesa”, giovedì 20 Ottobre 2016, alle ore 18.00, nel Salone della Chiesa di S. Giorgio al Corso – Reggio Calabria, il Centro Internazionale Scrittori promuove la tavola rotonda “San Paolo: apostolo delle genti”. Intervengono: don Antonio Santoro, parroco di S. Giorgio al Corso; dott. Francesco Arillotta, storico, presidente “Degli amici del Museo”; dott. Giuseppe Palamara, diacono; Arch. Maria Concetta Sajeva, scienze religiose. Coordina l’incontro Loreley Rosita Borruto, presidente del CIS.

  • PALMI (RC). Morto Peppino Parrello, era decano giornalisti calabresi

    E’ morto, nella sua abitazione di Palmi, Giuseppe Parrello, detto “Peppino”, decano dei giornalisti calabresi. Parrello aveva 93 anni e nel corso del suo lungo percorso professionale aveva collaborato con varie testate tra cui “Il Messaggero”, “Il Mattino”, l’Agenzia ANSA e, per ultimo, il Quotidiano del Sud, giornale per il quale aveva continuato a scrivere fino a pochi giorni fa. Di Parrello scrisse, tra l’altro, in un suo libro, Giorgio Bocca dopo averlo incontrato nel suo studio di Palmi. Cordoglio per la scomparsa di Parrello e’ stato espresso dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, che ne ha sottolineato “le doti umane e professionali”.