“Occorre un testo legislativo sullo scioglimento delle amministrazioni locali che recuperi il rapporto con la cittadinanza. I cittadini non possono essere abbandonati dopo che abbiamo sciolto i comuni”. Lo ha detto il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Nico D’Ascola, di Ap, parlando con i giornalisti a margine del secondo giorno di lavori del convegno “Giustizia, tra efficienza e garanzie”, organizzato a Catanzaro dalla componente di Unicost dell’Associazione nazionale magistrati. Secondo D’Ascola, l’attuale norma approvata nel 1991 “non colpisce le eventuali responsabilita’ dei dirigenti, non assicura il contraddittorio e non prevede provvedimenti intermedi. Ci possono essere delle situazioni – ha spiegato – in cui l’infiltrazione e’ dubbia o e’ limitata, in questi casi si potrebbe pensare a disposizioni che prevedano forme di controllo dell’attivita’ politica. Senza arrivare allo scioglimento si potrebbe inserire nell’amministrazione dei soggetti del ministero dell’Interno che monitorino cio’ che avviene nell’ente, a quel punto avrebbero anche maggiore capacita’ di accertare l’effettiva infiltrazione ma anche decidere se necessario un provvedimento piu’ ampio, ossia lo scioglimento”. “Si potrebbe prevedere – ha concluso il senatore – la formazione di una squadra di prefetti, viceprefetti, commissari che siano davvero capaci di amministrare e di garantire presenza costante sul territorio”.
D’ASCOLA (Ap). Rivedere la legge sullo scioglimento dei Comuni
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