La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio il capo d’imputazione, in relazione al processo Gotha, secondo cui esisterebbe a Reggio Calabria una “cupola” politico-massonico-mafiosa, capeggiata dall’ avvocato Paolo Romeo, in grado di condizionare gli appalti pubblici e la vita amministrativa della città.
La Suprema Corte ha restituito cosi’ ai giudici del riesame l’incartamento relativo alla posizione di Romeo, in atto detenuto e difeso dall’ avv. Carlo Morace. Romeo, tra l’altro, e’ imputato nel processo Gotha in corso davanti al Tribunale di Reggio Calabria e scaturito da una inchiesta della Procura distrettuale reggina, guidata da Federico Cafiero de Raho, sul sistema di condizionamento della vita politico-istituzionale reggina.
Tra gli indagati finiti sotto processo, anche per avere favorito le cosche De Stefano, Tegano, Fontana e Condello, l’ex sottosegretario regionale della Giunta Scopelliti, Alberto Sarra, l’avvocato Giorgio De Stefano, il sacerdote Giuseppe Strangio, l’ ex magistrato Giuseppe Tucco, la giornalista Teresa Munari, l’ ex dirigente del settore Lavori Pubblici del comune di Reggio Calabria Marcello Cammera e l’ex senatore del PdL, Antonio Caridi, per il quale oggi il Tribunale del riesame ha accolto le tesi della Procura distrettuale confermando il suo arresto in carcere. (fonte ansa)