Un’altra tappa del Synergia Festival, un altro patrimonio culturale da conoscere e apprezzare. Ieri sera, il ciclo di dibattiti e incontri patrocinato dalla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco ha acceso i riflettori sul documento librario più prezioso che la Calabria possegga: il Codex Rossanensis.
Candidato nell’elenco della Memory of the world dell’Unesco per l’anno 2015, il Codex, detto anche purpureus perché in pergamena di colore porpora, è giunto alla candidatura come Patrimonio dell’umanità a seguito di una lunga e difficile preparazione. “Le pratiche di candidatura sono state avviate già qualche anno”, ha precisato Michele Abastante, che ha partecipato al tavolo di lavoro e che ha ripercorso le tappe di preparazione del dossier di candidatura tra difficoltà e, a volte, anche eccesso di zelo.
A illustrare nei dettagli le caratteristiche di questo manoscritto del Nuovo Testamento risalente ad un periodo compreso tra il IV e il VI secolo, un relatore d’eccezione: il vescovo della diocesi di Oppido – Palmi monsignor Francesco Milito, che ha iniziato il suo ministero presso l’arcidiocesi di Rossano e che è un profondo conoscitore delle sue pagine purpuree.
“È un testo prezioso, scritto e pensato esclusivamente per la preghiera liturgica – ha spiegato -. Si intende subito mandare un messaggio: ciò che contiene ha una dignità regale altissima”. La realizzazione del Codex ha richiesto pazienza e dedizione per la scelta della pergamena, “che – ha insistito sempre monsigor Milito – gli conferisce la tenerezza della pelle”, e per il fatto che le sue pagine sono state intinte di porpora. “Il materiale scrittorio – ha aggiunto il vescovo – avrebbe potuto essere utilizzato già con il colore al naturale ma non c’è niente di più prezioso del porpora e dell’oro”.
L’illustrazione del Codex al pubblico che, numeroso, ha partecipato all’incontro in Piazza Cavour, ha giovato della presenza di una delle copie storiche del manoscritto che ha reso l’idea del valore del volume originale conservato a Rossano.
Intervenuti all’incontro anche la professoressa Patrizia Nardi, che ha sottolineato “l’importanza delle reti per conservare e trasmettere la memoria storica”, l’assessore all’Urbanistica del Comune di Palmi Natale Pace, che ha gioito del “risveglio, dopo il riconoscimento Unesco, di tutte le energie positive palmesi” e l’architetto Emilio Minasi, moderatore del dibattito.
A margine dell’incontro è stato anche inaugurato il complesso scultoreo realizzato con il contributo dell’associazione culturale ‘Piccola accademia del tempo libero’, la Provincia di Reggio Calabria, il Comune di Palmi e il liceo Artistico ‘Michele Guerrisi’, che rappresenta il tema “Mediterraneo: Bellezza e Tragedia” e si compone di tre opere: “Il dolore di Scylla” di Maurizio Carnevali, “Onda anomala” di Pietro De Scisciolo ed “Escatolittico” di Mauro Antonio Mezzina. Tutte e tre le opere sono state realizzate nell’ambito della seconda edizione del Simposio internazionale di scultura Marmythos 2013.
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PALMI (RC). Al Synergia Festival riflettori accesi sul Codex Rossanensis
ReP
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