REGGIO. Nicolò (Fi) annuncia il Gazebo Day (26 e 27 nov) per le ragioni del No

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 (rep) “Sarà l’occasione per la distribuzione di opuscoli di materiale elettorale per spiegare le ragioni del No ad una riforma incostituzionale, pasticciata, viziata nel merito e imposta dal Governo illegittimamente.”

Con queste parole, l’On.Alessandro Nicolò, il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale, e Vice Coordinatore Regionale annuncia  la manifestazione Gazebo Day – organizzata dai 90 Comitati del No di cui egli stesso è promotore  – che si terrà Sabato e Domenica 26 e 27 Novembre dalle ore 10:00,  presso le principali piazze di Reggio Calabria e provincia.

Si tratta di un’iniziativa mirata, che consente di incontrare la gente direttamente nei territori per spiegare le ragioni del NO ad una riforma imposta dal Governo al Parlamento a colpi di maggioranza.

Un progetto che violenta la democrazia, ridisegnando la Costituzione a sua misura, secondo i propri fini  e soprattutto ignorando un passaggio ineludibile, la ricerca di un ampia maggioranza all’interno del Parlamento, invece che di una propria maggioranza di governo zoppa, peraltro in piedi grazie alla stampella Nuovo Centro Destra Alfano, ed al soccorso di Verdini, intervenuto con le sue bombole di ossigeno, che dire….. due ex coordinatori il primo del PDL e l’altro di FI usciti dall’urna del Centro Destra. Una Riforma mirata per affermare le logiche di palazzo, ossia della partitocrazia a discapito della democrazia, che non rende il sistema più efficiente, ma aumenta vertiginosamente i conflitti tra Camera, Senato e Regioni. Non risolve i problemi degli italiani, non fa risparmiare, ed è pericolosa perché innesca una deriva autoritaria dalle imprevedibili conseguenze. Ci troveremmo, infatti, dinanzi alla prospettiva di “un uomo solo al comando” dell’Italia, a discapito del principio di equilibrio fra poteri che è da sempre garanzia di libertà verrà sostituita dalla sovranità dei partiti. E’ pericolosa perché riduce gli spazi di democrazia, a vantaggio di un unico partito e di una sola persona, rendendo il Senato un dopolavoro per Sindaci e Consiglieri Regionali, nominati dai partiti con competenze confuse, che certamente non avendo il dono dell’ubiquità non potrebbero rispondere al doppio incarico. Nessun risparmio è immaginabile poiché la struttura del Senato rimane in piedi con tutte le relative spese di funzionamento.

Ad essere gravemente compromessa sarà soprattutto la sovranità popolare che non apparterrà più al popolo, ma ai partiti, i quali continueranno a nominare i loro adepti, con ciò realizzando un’evidente e macroscopica diminuzione della partecipazione popolare.

Basta pensare al numero di firme necessario per i disegni di legge di iniziativa popolare, triplicate dalla riforma, da 50.000 mila a 150.000 mila o al numero di firme necessario per il referendum abrogativo, ampliate da 500.000 mila a 800.000 mila.

Esempi chiari, prosegue e conclude il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale, “di come si voglia negare la volontà popolare, allontanando i cittadini dai processi decisionali e aumentando ulteriormente la disaffezione verso la politica.”

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